Clouds gathering around
Pare che grazie alla nuova moda del cloud computing stiano per partire una serie di applicazioni che possano finalmente sfruttare la potenza di calcolo di questi sistemi distribuiti. Al link qui sotto trovate una storia interessante su come si possa usare un software e sfruttare il cloud computing di Amazon per craccare archivi ZIP protetti tramite PGP: http://news.electricalchemy.net/2009/10/cracking-passwords-in-cloud.html.
Dopo la creazione di librerie ad-hoc per sfruttare la potenza di calcolo pura delle GPU delle schede video, si è varcato un altro limite, soprattutto per il fatto che il cloud computing ha ancora bisogno di essere ripensato in un ottica migliore di sicurezza.
Personalmente preferisco concedere il tempo macchina dei miei PC a qualcosa di utile, ad esempio per il calcolo tridimensionale del ripiegamento (folding) delle proteine: rosetta@home, folding@home e altri. Oppure per la ricerca di vita extra-terrestre, anche se ritengo molto molto poco probabile che si riesca a ricevere un segnale da distanze siderali, mentre è ovvio che ci siano forme di vita sparse nella galassia e nell’universo: seti@home. Ecco il mio piccolo contributo.
